Giacinto Satta
Giacinto Satta - Daniela Spoto 2022, © CCIAA NU

Giacinto Satta

Descrizione

Giacinto Satta, nato a Orosei il 26 giugno 1851 e morto a Bosa il 14 gennaio 1921, è stato uno scrittore, politico, pittore e docente italiano

Dopo aver concluso gli studi a Cagliari nel 1885, si recò a Parigi, dove ebbe l'opportunità di condurre una vita bohémien e di entrare in contatto con gli Impressionisti. Questa esperienza influenzò la sua arte e lo differenziò dagli altri artisti isolani. 

Giacinto Satta
Giacinto Satta - CC Commons Wikimedia
Vita Sarda, numero 10
Vita Sarda, numero 10 - © Sardegna Digital Library - https://www.sardegnadigitallibrary.it/detail/6499b93fe487374c8f802d59

Durante il soggiorno parigino, collaborò con vari giornali, diventando anche corrispondente per Vita Sarda. I suoi scritti sui suoi anni parigini furono pubblicati con successo su La Nuova Sardegna tra il 1895 e il 1898.

Dopo un breve soggiorno a Londra e vari viaggi in Spagna e in Africa, Satta tornò a Nuoro. Qui fu insegnante di francese al Ginnasio per dieci anni, ma si distinse soprattutto come promotore della vita culturale della città. Tuttavia, il suo temperamento impulsivo e poco incline ai compromessi diplomatici ostacolò la sua carriera politica. Fu sindaco per un breve periodo, ma si dimise a causa di problemi giudiziari e conflitti con gli amministratori locali. I suoi detrattori cercarono anche di privarlo del suo ruolo di insegnante, costringendolo a lavorare a Oristano e successivamente a Sassari, dove continuò anche la sua collaborazione con La Nuova Sardegna usando lo pseudonimo di Dott. Panfilo. Firmò due romanzi con lo stesso pseudonimo: I misteri di Sassari nel 1904 e Il tesoro degli Angioini nel 1907.

Giacinto Satta, Scena all'interno di una chiesa, 1900
Giacinto Satta, Scena all'interno di una chiesa, 1900 - © Pierluigi Dessì, confinivisivi - Museo MAN - https://www.museoman.it/it/museo/collezione/opera/Scena-allinterno-di-una-chiesa/

Durante i suoi anni trascorsi all'estero e dopo il suo ritorno definitivo in Sardegna, Satta alternò scrittura, insegnamento e pittura. Si distinse dagli altri artisti isolani per lo stile influenzato dall'Impressionismo e per i soggetti proposti.

Il suo stile talvolta analitico e documentaristico si concentrava sull'osservazione del contesto e del folklore sardo in modo quasi etnografico, senza intenzioni celebrative o mitizzanti. Satta era interessato ai soggetti popolari anche per il suo impegno civile e politico, poiché credeva che le classi sociali meno abbienti dovessero essere valorizzate sia dal punto di vista economico che culturale.

Giacinto Satta, Scena di caccia (disegno), fine/ inizio XIX-XX
Giacinto Satta, Scena di caccia (disegno), fine/ inizio XIX-XX - © Beni Culturali Standard” (BCS) - https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/2000246839
Giacinto Satta, Leda e il cigno, acquerello su carta, XIX sec.
Giacinto Satta, Leda e il cigno, acquerello su carta, XIX sec. - © Museo MAN

L'opera pittorica di Satta fu ammirata dalla scrittrice Grazia Deledda, che l'artista illustrò con quattro acquerelli nel racconto Ballora, pubblicato nel 1906 su Almanacco italiano.