Casa Museo Carmelo Floris, Olzai

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La mia casa ha quattro porte e sono sempre aperte”, così amava raccontare la sua casa Carmelo Floris, pronta ad accogliere che ne aveva bisogno.

E’ un’antica casa padronale del 1700, appartenuta ad una famiglia nobile di Olzai e importante esempio di architettura rurale.

Fu abitazione dell’artista Carmelo Floris fino alla sua morte. Alla fine degli anni novanta fu acquistata dal Comune di Olzai, e dopo un progetto di restauro è stata adibita a Casa Museo dedicata alla figura e all’arte del Maestro.

Nelle stanze della casa, arredate con gli arredi originali, è esposta la collezione permanente del museo, si tratta di opere pittoriche, in gran parte ad olio, ma è presente anche qualche acquerello, alcuni monotipi e diverse xilografie e acqueforti, oltre a una serie di schizzi e bozzetti.

Nel piano alto dell’edificio si trova lo studio dell’artista, con le grandi finestre che si affacciano da un lato sul paese, e dall’altro sulla montagna inondandolo di luce. Qui ritroviamo parte della sua biblioteca, piccole opere di ceramica non finita,, ancora i suoi pennelli, i colori, le tavolozze e ancora un quadro ad olio a cui stava lavorando quando la morte se lo portò via. Ogni cosa è al suo posto e pare aspettarlo.

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Carmelo Floris, Bono, 22 luglio 1891 – Olzai, 22 agosto 1960, è una figura centrale nel panorama dell’arte sarda del ‘900, artista colto fu interprete vitale del proprio tempo. Egli attingendo all’humus della religiosità e delle tradizioni popolari elaborò, nella sua particolare cifra stilistica, un linguaggio moderno, per un’arte fortemente identitaria.

Artista poliedrico, fu pittore, incisore, ceramista e illustratore, dimostrando una grande capacità di esprimersi utilizzando una varietà di tecniche, come la pittura ad olio, l’acquerello, il monotipo, la xilografia, l’acquaforte, per non tralasciare la puntasecca e la vernice molle, scelta che non è dovuta soltanto a una curiosità "di mestiere", ma è anche la necessità di indagare dentro le diverse possibilità espressive dei materiali.

Egli trasse ispirazione dal quel microcosmo che era la sua Olzai, dove aveva deciso di risiedere e di cui conosceva tutto, ogni sasso, ogni albero, ogni battito elevandolo ad osservatorio del mondo e custode di valori universali.

I pastori, i mendicanti, i venditori ambulanti, le donne in costume sono raccontati nella semplicità della loro vita quotidiana, nella loro tristezza e malinconia, colti in un istante fuggevole delle loro esistenza, capaci, però, di rivelare all’artista avvezzo ad indagare le profondità dell’anima, la loro grande umanità.

Anche la natura è per Carmelo Floris un imprescindibile fonte di ispirazione, egli può essere considerato uno dei paesaggisti più originali del ‘900 italiano. La natura è contemplata con grande trasporto lirico per esiti di grande poesia.

 

INFORMAZIONI

 

Nome del museo:

Casa Museo Carmelo Floris

Indirizzo completo:

Via Sant’Anastasio, Olzai (NU)

Email:

museocarmelofloris@gmail.com

Telefono:

366 46 25 022 / 3332956188

Orari di apertura al pubblico:

Periodo invernale:

giovedì: dalle ore 10.00 alle 12.30

venerdì: dalle ore 10 alle 12.30 / dalle ore 15.00 alle 18.00.

sabato e domenica: dalle ore 10.00 alle ore 13.00/ dalle ore 15.00 alle ore 18.00.

Periodo estivo:

giovedì: dalle ore 10.00 alle 12.30

venerdì: dalle ore 10 alle 12.30 / dalle ore 16.00 alle 19.00.

sabato e domenica: dalle ore 10.00 alle ore 13.00/ dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

 

Eventuali offerte o biglietti integrati con altre strutture:

Intero: 2,50 euro

Ridotto: 1,50 euro

Cumulativo (Su Mulinu Vetzu + Casa Museo Carmelo Floris): 4,00 euro

 

 

 

 

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